INPS: hai ricevuto l'assegno di inclusione? Arriva l'annuncio dei pagamenti

Le novità del 2024 non riguardano solo il nuovo anno, ma anche nuovi cambiamenti nel sistema di sussidi in Italia. L'Inps ha inviato un messaggio a molti cittadini riguardo all'Assegno di Inclusione. Ma cosa significa esattamente? Scopriamolo insieme!

Il 2024 è finalmente arrivato e con l'anno nuovo è entrato in vigore l'Assegno di inclusione, il nuovo sussidio che ha sostituito il vecchio Reddito di cittadinanza.

Il fine del Reddito di cittadinanza e l'inizio dell'Assegno di inclusione

Nel 2023 abbiamo salutato la fine del Reddito di cittadinanza, misura introdotta nel 2019 dal Movimento Cinque Stelle, all'epoca guidato da Luigi Di Maio. Il Governo Meloni ha deciso di abolire il sussidio e di sostituirlo con due nuovi aiuti: il Supporto formazione e lavoro, attivo dallo scorso settembre, e l'assegno di inclusione, che ha avuto inizio a gennaio.

Chi può beneficiare dell'Assegno di inclusione?

I requisiti per ottenere l'assegno di inclusione sono diversi da quelli richiesti per il Reddito di cittadinanza, e per questo motivo, molte persone che ricevevano il precedente sussidio potrebbero non avere accesso a questo nuovo beneficio statale. Proprio per questo, l'Inps sta inviando un messaggio a molti cittadini per informarli sulla procedura necessaria per ottenere il nuovo sussidio.

Per ottenere l'assegno di inclusione è necessario avere un reddito annuo non superiore a 6000 euro. Inoltre, all'interno del nucleo familiare deve esserci almeno una persona disabile, un minorenne o una persona di almeno 60 anni.

La procedura per ottenere l'Assegno di inclusione

Per aver diritto a questo beneficio, non basta fare una semplice richiesta all'Inps, ma è necessario sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale accedendo alla piattaforma del Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa. E' importante farlo il prima possibile, perché senza questa sottoscrizione non sarà possibile ricevere il sussidio.

Dopo aver sottoscritto il Patto, i nuclei familiari verranno contattati entro 120 giorni dai servizi sociali del proprio Comune di residenza. I primi pagamenti dell'Assegno di inclusione avverranno già il 26 gennaio, ma solo a coloro che avranno completato l'intera procedura entro il 7 gennaio.

Dettagli sull'Assegno di inclusione

L'assegno di inclusione avrà lo stesso importo del vecchio Reddito di cittadinanza: 500 euro al mese, più eventuali 280 euro per chi vive in affitto. I nuclei familiari composti solo da persone di almeno 60 anni o da persone disabili di età superiore ai 67 anni riceveranno invece 630 euro al mese, più un contributo di 150 euro per l'affitto. Il sussidio potrà essere erogato per 18 mesi e successivamente prorogato per altri 12, dopo una pausa di un mese.

Quindi, se hai ricevuto un messaggio dall'Inps riguardo all'assegno di inclusione, non perdere tempo e assicurati di completare la procedura nel più breve tempo possibile. Potresti essere uno dei fortunati a ricevere questo importante sostegno economico. Ricordati sempre di verificare le fonti ufficiali per avere tutte le informazioni necessarie.

INPS: hai ricevuto l'assegno di inclusione? Arriva l'annuncio dei pagamenti
INPS: hai ricevuto l'assegno di inclusione? Arriva l'annuncio dei pagamenti


"Non si può governare né dirigere grandi società se non si determina un'equa distribuzione dei beni" - questa frase di Marco Tullio Cicerone risuona attuale nel contesto della nuova misura adottata dal Governo Meloni. L'assegno di inclusione, nato dalle ceneri del Reddito di cittadinanza, rappresenta un tentativo di riformulare l'approccio italiano al welfare, con l'obiettivo di colmare il divario tra chi ha e chi non ha. Ma la vera sfida sarà garantire che questo cambiamento non escluda i più vulnerabili, coloro che già faticano a navigare le acque complesse della burocrazia.

La transizione dal Reddito di cittadinanza all'assegno di inclusione è un passaggio delicato che richiede attenzione e sensibilità. Il messaggio dell'Inps, che sta raggiungendo molti cittadini, è un campanello d'allarme: non basta avere diritto al sussidio, bisogna anche essere proattivi e tempestivi nell'aderire alle nuove procedure.

Il rischio di esclusione per chi non segue il nuovo protocollo è alto e pone un interrogativo etico: è giusto che chi si trova in difficoltà economica debba anche dimostrarsi abile nel destreggiarsi tra le maglie di un sistema complesso? La risposta a questa domanda potrebbe definire il successo o il fallimento della nuova politica di inclusione sociale del Governo. Nel frattempo, il tempo scorre e il 7 gennaio è un limite che non concede spazio agli indugi.

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