Il dramma dei docenti trasferiti: perdono punteggio e non possono recuperarlo?

Stai pensando a un trasferimento volontario ma ti preoccupa perdere i punti della continuità? Ecco cosa succede se decidi di cambiare scuola dopo tanti anni di servizio.

Sei una docente di scuola secondaria di II grado con un contratto a tempo indeterminato. Per anni, hai prestato servizio in una scuola ma ora stai pensando di chiedere il trasferimento per avvicinarti al tuo luogo di residenza. Una domanda ti assilla: "Riuscirò a recuperare i punti della continuità che ho accumulato in 14 anni di servizio con la nuova graduatoria d'istituto?"

Trasferimento volontario e continuità di servizio: cosa cambia?

Spiacente, ma la risposta è no. Con un trasferimento volontario, i punti della continuità si perdono e non esiste una disposizione che preveda il recupero. La storia sarebbe stata diversa se la tua scuola precedente fosse stata accorpata e tu non avessi ottenuto il trasferimento. In quel caso, la continuità non si sarebbe persa.

Il ruolo del dimensionamento della rete scolastica

È importante far notare che, se si verifica un dimensionamento della rete scolastica (per esempio, sdoppiamenti, aggregazioni, soppressioni o fusioni di scuole), la titolarità e il servizio relativi alla nuova scuola devono essere riunite a quelli della scuola sdoppiata, aggregata, soppressa o fusa. Questo per attribuire il punteggio di continuità.

La perdita della continuità di servizio: è definitiva?

Se, quindi, hai perso la continuità di servizio a seguito di un trasferimento volontario, non c'è modo di recuperarla. Tieni a mente, però, che queste informazioni sono basate sulle disposizioni attuali e potrebbero cambiare in futuro. È sempre una buona idea verificare le fonti ufficiali e consultare un esperto per avere informazioni aggiornate e personalizzate sulla tua situazione.

Per ulteriori chiarimenti o consulenza specifica, puoi scrivere a (inserire indirizzo email). Non possiamo garantire una risposta individuale, ma cercheremo di trattare argomenti generali che possano essere utili a tutti.

Valutare attentamente prima di decidere per un trasferimento

Da considerare attentamente è l'importanza delle regole e dei criteri stabiliti per la valutazione della continuità di servizio nella mobilità e nella graduatoria interna di istituto. Sappi che, in caso di trasferimento volontario, la continuità si perde e non può essere recuperata successivamente. Questo è un aspetto da tenere a mente prima di prendere una decisione di trasferimento.

Cosa ne pensate di questa regola sulla perdita della continuità di servizio a seguito di trasferimento volontario? Secondo voi, dovrebbe essere possibile recuperare i punti della continuità anche dopo un trasferimento volontario?

Il dramma dei docenti trasferiti: perdono punteggio e non possono recuperarlo?
Il dramma dei docenti trasferiti: perdono punteggio e non possono recuperarlo?


"Chi si ferma è perduto", recitava un vecchio adagio che ben si addice al mondo della mobilità lavorativa, specie nel settore dell'istruzione. La questione della continuità di servizio per i docenti italiani si rivela un tassello cruciale nel mosaico della carriera professionale, una sorta di spada di Damocle che pende sul capo di chi cerca un miglioramento nella propria vita lavorativa e personale. Il trasferimento volontario, spesso mosso dalla legittima aspirazione ad avvicinarsi al luogo di residenza o a migliorare la propria condizione di vita, si trasforma paradossalmente in un bivio dove si perde qualcosa di prezioso: i punti di continuità.

La risposta negativa alla domanda del nostro lettore riflette una rigidità normativa che non tiene conto delle dinamiche umane e delle evoluzioni strutturali del sistema scolastico. L'irrecuperabilità dei punti persi per trasferimento volontario sembra un castigo per chi ha osato cambiare, un freno alla mobilità che contrasta con la naturale aspirazione dell'individuo al miglioramento.

In un mondo ideale, le regole dovrebbero adattarsi alle persone e non viceversa. È quindi lecito chiedersi: non sarebbe forse il momento di rivedere i meccanismi di valutazione della continuità di servizio, affinché riflettano maggiormente le esigenze e le realtà di chi opera quotidianamente sul campo dell'educazione? La scuola è viva, dinamica e in continua evoluzione, e così dovrebbero essere anche le norme che regolano la vita dei suoi protagonisti.

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